Tuteliamo la libertà di stampa, la gente è ignorante e DEVE SAPERE.

Glamour | Renato Bellini | March 5, 2010 at 4:05 pm

Recentemente ho ricevuto una intervista a dir poco raccapricciante a quattro cialtroni dell’università di Roma.

E’ indecente pensare che in un nobile ed antico paese come l’Italia, la gente si scandalizzi anche quando venga realizzato dal sano giornalismo della strada.

Recentemente si è parlato della sentenza contro Google, colpevole di aver ha lasciato online un video dove veniva ripreso il pestaggio di ragazzo su una sedia a rotelle.

Ma io dico, è mai possibile, che sui giornali non si parli mai delle nefandezze che vengono compiute ogni giorno in questo nobile paese?

Se vengono picchiati dei giovani, per quale motivo dovrebbero essere ritirati i video che documentano certe scene?

Non si tratta di film porno, ma di filmati che documentano atti di violenza ai danni di altre persone. E’ giusto, se non doveroso che vengano diffusi il più possibile.

Non bisogna essere ipocriti, nelle scuole i nostri bambini, i nostri figli, sono costretti a subire quotidianamente scene volgari, parolacce, insulti e violenze gratuite.

E’ inutile nascondere all’opinione pubblica la violenza che si consuma ogni giorno nelle strade, negli uffici e nelle nostre scuole.

Dovrebbero mandare in diretta televisiva a reti unificate quel video, che serva da monito alla società Italiana.

Perdersi in chiacchiere a capire se quelle persone abbiano fatto bene o male a picchiare quel giovane handicappato, è una perdita di tempo.

Se la società Italiana volesse impedire il verificarsi di questi episodi, sarebbe molto più coerente chiudere le scuole e licenziare tutti i professori, uno dopo l’altro.

Perchè è colpa di questi “professori” che la scuola italiana, si è ridotta ad una sorta di bisca clandestina, piena di spacciatori, baby-prostitute e presidi che non riescono neppure a parlare e scrivere in Italiano.

I nostri avi, durante le guerre, con la 3^ media, avevano una cultura molto più approfondita di tanti universitarietti da “110 e lode” di oggi.

Io non voglio appartenere ad una società ipocrita che alza il dito contro le conseguenze della violenza, ma che non fa nulla per impedire che si verifichino certe situazioni.

Dove sono tutti i comunisti che fino a pochi mesi fa urlavano allo scandalo perchè venivano tagliati fondi alle scuole?

Fosse per me, le scuole dovrebbero essere chiuse del tutto, e sostituite da corsi professionali, ma soprattutto gestite da uomini e donne, che nella loro vita hanno contribuito allo sviluppo economico di questo paese o che comunque si sono distinte per i loro meriti.

Nella scuola di oggi, fatta di tanti “figli di” non c’è spazio per il merito, e nel vuoto culturale, nell’ipocrisia generale, non possono che trionfare prostituzione, violenza e fiumi di droga.

Di cosa ci stupiamo?

Lasciamo che la gente veda, lasciamo che la gente sappia cosa succeda, solo così forse la gente si renderà conto del mondo in cui ci ritroviamo a vivere.

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25 Comments

  1. Romeo says:

    Ma si, chiudiamo le scuole, quelle pubbliche però, e lasciamo aperte quelle private con i loro privilegi. Così i figli di papà potranno, con tante benedizioni e appoggi conservare il loro status e continuare ad amare il Cayenne, le stravaganze di una miliardaria arricchita ed annoiata e sputare addosso a chi ha fatto sempre onestamente e tante volte il proprio lavoro anche in condizioni difficili, e poi quei 110 e lode conseguiti in maniera strameritata magari lavorando e studiando faticosamente certo danno fastidio a chi considera lo studio, la cultura, l’evoluzione delle coscienze una cosa inutile e ritiene il profitto ottenuto in qualsiasi modo lo scopo della vita. Chissà cosa pensano certi genitori, distratti da altre problematiche, della violenza dei propri figli, dell’uso di sostanze stupefacenti o della prostituzione minorile? I figli sono dei genitori non della scuola, ma i media su quali modelli di vita insistono? Se non c’è cultura non c’è relazione, ma solo superficialità e profitto. Ma quando ritorna Maximilien de Robespierre?!

    • Renato Bellini says:

      Queste sono logiche comuniste ed ipocrite. Chi nonritiene fondamentale il profitto, anche nella scuola evidentemente è o disoccupato, o comunista o non troppo furbo per capire la differenza tra utilità e finzione

      • Massimo says:

        Giusto! La Scuola deve essere Corporativa! Scuole per metalmeccanici, carpentieri, ginnasti, filosofi e tennisti!

      • Massimo says:

        Noi non combattiamo il lusso perche alimenta vizi e conduce alla perdizione, come dicono i preti; noi diciamo che il lusso è idiota e criminale, quando impoverisce la nazione e la rende economicamente schiava dello straniero

        Chi lo ha detto?

  2. Nicodemus says:

    Quindi secondo te se la scuola va a puttane la colpa è dei professori?
    I miei genitori sono entrambi insegnanti, e sono due persone che fanno il loro dovere onestamente.
    Quando ascolto i resoconti delle loro giornate, capisco bene qual’è il vero problema: la mentalità che si è sviluppata al giorno d’oggi.

    Il professore dà del somaro a un alunno?
    Il giorno dopo si trova fuori dall’aula i genitori con l’avvocato appresso.

    Il professore fa una nota a uno studente?
    I genitori vanno a protestare dal preside perchè il loro “povero piccino” non può certo aver fatto tutto quel casino, dev’essere per forza una svista.

    In un ambiente del genere, come fa un prof a lavorare?

    Nella mia città, poi, si è verificato un fatto abbastanza inquietante:
    una studentessa del liceo artistico ha denunciato il suo prof per averla molestata.
    Dopo un’indagine approfondita, è emerso che il prof non aveva fatto un bel niente, e la ragazzina s’era inventato tutto di sana pianta.
    Ma comunque, quel povero cristo è dovuto passare attraverso un calvario giuridico, e la sua reputazione è rimasta macchiata irrimediabilmente.

    si è passati da una totale assenza di tutela degli studenti (anni 50) a un’ultra-tutela che vede i professori in mano alle bizze dei loro alunni.
    Un prof sgrida una sua studentessa?
    Poco male, basta che lei s’inventi la storiella che lui le ha messo le mani nelle mutande, e il prof rompipalle è bello che sputtanato per la vita.

    Perciò, in un sistema del genere, non venitemi a dire che la colpa è dei professori!!!

    • Renato Bellini says:

      i tuoi genitori perchè non fanno un esposto al ministero e non denunciano il loro principale?

      se i professori trovassero ingiuste certe condizioni, si licenzierebbero ed andrebbero a fare altro.

      tuttavia è evidente che abbiano venduto la loro dignità di uomini in cambio di una busta paga.

      quindi non lamentarti se poi devono dare ragione al cliente.

      facile lamentarsi ed essere pagati, fagli fare il lavoro di professori privatamente o senza stipendio. poi ne riparliamo.

      • Nicodemus says:

        si licenzierebbero e andrebbero a fare altro? a 55 anni suonati?
        povero minchione, si vede che tu non sai cosa vuol dire mettersi in fila all’ufficio di collocamento passati i 50 anni…
        e per l’inciso, non hanno venduto la loro dignità di uomini per una busta paga: molti insegnanti, compresi i miei, vedono l’insegnamento come una missione, un po’ come gli infermieri.
        Una missione che consiste nel formare le nuove generazioni e portare avanti la cultura in un mondo che rende sempre più difficile questo compito.

        Perchè ci si lamenta? Perchè lo Stato promuove questa missione che è l’insegnamento, ma contemporaneamente crea un sistema che ti rende difficile farlo.

        Un po’ come se io ti chiedessi di andare in macchina da Milano a Roma e contemporaneamente cospargessi l’autostrada di mine antiuomo. Che ne dici?

        “Facile lamentarsi ed essere pagati”?
        Perchè, dovrebbero lavorare gratis? Se tu lavorassi, e il tuo principale ti mettesse di continuo i bastoni tra le ruote, non ti lamentersti?

        Ma non mi aspetto che tu, fighettino nullafacente arredatore di locali notturni e che basa la sua notorietà sulle copertine che si è guadagnato flirtando con delle celebrità, possa capire una cosa del genere.

        • Renato Bellini says:

          non ho mai visto missionari ricevere del denaro per svolgere la loro missione.

          il suo esempio non è assolutamente rilevante, se loro si lamentassero del sistema scuola, aprirebbero loro stessi una scuola gratuita ed aiuterebbero le fasce sociali che non si possono permettere gli studi ad accedere a questo diritto.

          ma evidentemente la pigrizia di trovarsi un nuovo impiego è troppa.

          se il mio principale mi mettesse i bastoni tra le ruote, avrei il buon gusto e l’intelligenza, oltre all’amor proprio di LICENZIARMI e denunciare il mio datore di lavoro.

          non continuerei a pupparmi tutti i soldi a babbo morto.

          tu sei il primo a testimoniare l’inutilità del lavoro dei tuoi genitori, non sono riusciti ad educare il loro figlio, figuriamoci i figli degli altri.

          non venire a parlare a me di essere fighettino, che tu non sai neppure cosa sia il lavoro, caro il mio pangrega.

          io spendo i soldi che guadagno onestamente, non vado a tirare giù il portafoglio al papi, che incassa ogni mese fisso, senza rischi la sua bella busta paga.

          se tu non li hai e sei invidioso, trovati un lavoro, pangrega!

          • Nicodemus says:

            aprire scuole gratuire? Sì, ci sono persone del genere, che hanno tutta la mia ammirazione. Peccato che comunque per le scuole gratuite ci vogliano fondi, caro mio: e chi glieli darebbe?

            “la pigrizia di trovarsi un nuovo impego”

            quando hai una famiglia da mantenere, non è questione di pigrizia: è questione che, più avanti si va con l’età, più è difficile trovare lavoro. Un mio amico di 47 anni ha perso il lavoro quest’estate: è da quando ha smesso che cerca strenuamente lavoro, tenta concorsi pubblici, invia curriculum, va a colloqui, ma senza successo.
            sei sicuro di sapere come funziona il mondo del lavoro? Perchè da come parli sembra che le offerte di lavoro piovano dal cielo, e basta mettere le mani a coppetta per trovarsene un altro.

            io sono il testimone dell’inutilità del lavoro dei miei genitori???
            prova a rileggere l’arroganza e l’indisponenza, condite con maleducazione, con cui rispondi a chi ti contesta. Aggiungiamo anche il fatto che ti ostini a parlare di argomenti che non conosci, o che conosci in maniera più che superficiale, con la tracotanza di chi crede di sapere tutto.
            Poi vediamo chi ha l’educazione più traballante.

            Io invidioso?? Hahahaha, questa è buona. Stai parlando con uno studente, non con un disoccupato. Con uno studente che non vede l’ora di terminare gli studi (ormai ci siamo) per iniziare finalmente a lavorare. Quindi non sparare a casaccio, pirla!

            per quanto riguarda “le fasce sociali che non si possono permettere gli studi ad accedere a questo diritto”, ti ricordo che il diritto all’istruzione è sancito dalla Costituzione italiana: quindi, nel nostro paese, ci sono tutte le agevolazioni necessarie a fare in modo che chiunque possa permettersi un’istruzione.
            Addirittura, esistono agevolazioni fiscali sulle tasse universitarie per soggetti con un reddito IRPEF al di sotto di una certa soglia.
            Vedi che non sai di cosa parli?

  3. genux says:

    Il classico discorsetto di chi non ha studiato, condito di frustrazione – I “nostri avi, durante le guerre, con la 3^ media, avevano una cultura molto più approfondita di tanti universitarietti da “110 e lode” di oggi” – privo di logica – cosa ha a che fare la libertà di stampa col video violento di youtube? – pieno di cazzate – “Fosse per me, le scuole dovrebbero essere chiuse del tutto, e sostituite da corsi professionali” – e del tutto fuori dal mondo: “Dove sono tutti i comunisti che fino a pochi mesi fa urlavano allo scandalo perchè venivano tagliati fondi alle scuole?” Ti rispondo subito: sono ancora lì – chiamali comunisti, chiamali gente civile, chiamali come vuoi – sono ancora lì a lottare per la sopravvivenza della scuola pubblica. Istruzione e sanità DEVONO essere pubbliche. Il giorno che ti prenderà un colpo ringrazierai silenziosamente l’ambulanza che ti viene a prendere e il medico che ti cura aggratis. Balengas

    • Double D says:

      eh ma bellini non lo sa che il medico che lo cura ha dieci anni di studi universitari alle spalle..
      mah!

      non possono che trionfare prostituzione…

      uhm questo detto da voi è piuttosto bizzarro. allora siete pro o contro la prostituzione? a me è sembrato di capire che siete dei fautori del sesso mercenario quindi che problema c’è?

      • Renato Bellini says:

        la mia nonna defunta, sapeva curare più malanni lei, di un medico dentro un’ospedale.

        dobbiamo fare un elenco di patologie che tutt’ora non si riescono a curare?

        • Double D says:

          e sulla prostituzione scusa?
          non ha senso che pubblichiate un sacco di articoli a favore e poi facciate i moralisti.

        • dufresne says:

          Mi immagino. Infarto del miocardio? Decotto di verbana. Emorragia cerebrale? Cataplasma di semi di lino. Frattura scomposta del femore? Bendatura leggera e via andare.

          Poi dice che la gente muore a cinquant’anni. Bah.

        • Nicodemus says:

          ma non dire cagate, te e la nonna defunta.

          • Renato Bellini says:

            mi complimento con lei per la sua elenganza nell’esprimersi

          • Nicodemus says:

            tu che fai complimenti sull’eleganza dell’espressione altrui è qualcosa di completamente fuori luogo.

            comunque, pensaci un attimo:

            se ti senti male, a curarti è un medico, cioè un laureato.
            se devi essere operato, a farlo è un chirurgo, quindi un laureato.
            se ti fanno causa per le idiozie che dici, a difenderti è un avvocato, cioè un laureato, e a giudicarti è un giudice, un altro laureato.
            la casa in cui vivi è stata progettata da un architetto, cioè un laureato.
            la macchina che hai sotto le chiappe è stata progettata da degli ingegneti meccanici, laureati pure loro.

            Potrei continuare all’infinito, ma penso che il discorso sia abbastanza chiaro.

    • Massimo says:

      Ma non hai ancora capito. Il mito del Camerata del 2000 è Fabrizio Corona. Tanto che lo volevano candidare (non ricordo se ad un’elezione nazionale o locale) per la Fiamma Tricolore.

  4. Massimiliano says:

    L’unica cosa che mi meraviglia di questo articolo è che tu sia riuscito a mettere correttamente gli accenti sulle due “e” nel titolo. Complimenti1

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