Come trasformare una partita da beach volley in un’orgia.

Renato Bellini luglio 15, 2010 0

Uno dei giochi più tradizionalmente in voga sulle spiagge, è il beach volley. Fior fior di topolone saltellano qua e là respingendo la palla da una parte all’altra della rete fissata sulla sabbia.

Inutile nasconderlo: nessuno di noi si è mai soffermato sulla palla per più di pochi istanti. Molto più gustosi i sederi, i seni e le gambe delle signorine che partecipano alle partite improvvisate.

L’intuizione geniale di trasformare una banale partita di beach volley in un’orgia a cielo aperto tuttavia non è mia. E’ stato Renato Bellini con una battuta lungimirante “prendessero ste palle sarebbe meglio”.

L’eleganza, la raffinatezza e la perspicacia di quest’uomo debbo ammettere stanno spingendo la nostra rivista verso traguardi di cultura e filosofia inimmaginabili fino a poco tempo fa.

E così, per venire incontro ai nostri nobili istinti, perchè non entrare in azione a provare a modificare una gara in un più compiuto lavoro di squadra di natura sessuale?

La prima mossa è stata quella di fingere di voler prendere la palla, seppur direzionata verso la compagna di squadra, travolgendola e toccandola dappertutto. Un po’ come nel calcio, palla e piede, fallo.

Lei sbigottita da tanto virtuosismo, mi chiede se avessi mai giocato prima. La mia risposta, glaciale, non dava spazio ad altre interpretazioni: “mi piace giocare, soprattutto se il gioco si fa duro”.

Una frase che ha ammaliato tutte le altre ragazze. Nelle azioni successive ci abbiamo dato dentro, a tal punto che qualcuno ha voluto denunciarci per atti osceni in luogo pubblico. Avevano solo da partecipare anche loro.

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