Anche a Santo Stefano si può convincere una prostituta a lavorare gratis.

Renato Bellini dicembre 26, 2010 1

Buongiorno carissimi! Com’è andato il vostro Natale?? Immagino che tra un augurio e l’altro abbiate anche trovato il tempo per cavalcare qualche zozzona in libertà, animali!

Ma ora vi leggo nel pensiero: volete andare a mignotte senza pagar nulla che avete finito il cash eh? Vecchi trapani! D’altronde, un po’ tutti gli uomini perbene hanno avuto almeno una volta nella vita un problema del genere.

Adesso immaginate di andare a prostitute e regalare una prestazione sessuale talmente convincente da spingere la donna a non voler ricevere denaro in cambio, con tanto di ringraziamento ammiccante.

Roba da vantarsi con gli amici e i parenti, da raccontarlo al bar o in ufficio, e perchè no, una bella nota sul curriculum vitae ci starebbe anche bene “riesco a soddisfare sessualmente le donne, prostitute incluse”.

Soddisfazioni che peraltro fanno da paio anche ad un sostanzioso risparmio in denaro, da destinare magari ad una bella pepata di cozze da consumare nel vostro ristorante preferito.

Ma purtroppo le zozzone non provano quasi più gusto a farlo, talmente sono abituate. Eccitarle è opera del tutto impossibile e quindi bisogna agire con l’intelletto se non si vuole pagare.

Uno dei metodi è quello del tester e consiste nel dichiarare che si sta facendo una ricerca di mercato sulla qualità dei servizi di prostituzione nella città. Non male come idea.

Se lei dovesse dubitare della vostra onestà, allora voi dovrete spiegarle che può anche rifiutarsi, ma che tutte le sue amiche, una volta ricevuta la vostra approvazione, guadagnano mediamente il 30% in più.

Portatevi una finta documentazione, con una lista di nomi femminili di origine rumena e bielorussa, da associare ad una enumerazione statistica compresa (casualmente) dal 23% al 36%.

Un altro metodo consiste nel fingervi innamorati di lei. Esordite con poesie d’amore, magari con tanto di chitarra, piazzandovi davanti a lei. Dinnanzi a tante carinerie si commuoverà scoppiando in lacrime.

Voi le darete una pacca nel sedere, per ricordarle che siete romantici ma anche realisti, lei è pur sempre “Santa Permaflex, la santa protettrice dei materassi” (cit. Jerry Calà).

Ma anche qualora non dovesse infatuarsi di voi, l’avrete comunque vinta. Nel giro di qualche minuto infatti entrerà in macchina disinvolta, senza chiedervi troppe spiegazioni.

Questione di altruismo? Ma va! Semplicemente pur non perdere altri clienti, vi dà questa piccola soddisfazione purchè dopo ve ne andiate. Una bella chiavatina gratis era quello che vi voleva!

One Comment »

  1. LaTogaNera dicembre 27, 2010 at 1:40 am - Reply

    Hahaha! Pero andare a puttane gratis è un po come giocare a poker con le figurine panini!
    Invece devi goderti anche il fatto che la stai comprando, come un oggetto sullo scaffale del supermercato! Un semplice, tacito, contratto a prestazioni corrispettive che si perfeziona con la consegna! Un mero do ut des, nessuna implicazione sentimentale, nessuna cena da quel ristorante in centro, niente aperitivo con fiumi di veuve clicquot, niente conversazioni per fotterle il cervello cercando di far leva sulle sue seghe mentali! Comunque alla luce del mio lungo excursus puttanorum ti posso dire che ci sono solo due modi soddisfacenti per andare a letto gratis con una escort : il primo è diventare il suo pappone (pericoloso), il secondo è sposarla (sconsigliato)! Cazzo, quasi dimenticavo il terzo, essere il suo Avvocato di fiduccia!

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