La proposta: il Ministero della Pubblica Prostituzione.

Renato Bellini settembre 18, 2010 0

In un’Italia in cui si parla a vuoto di competitività, nessuno fornisce validi strumenti per carpire i primi segnali di ripresa economica. Non c’è Tremonti che tenga, la soluzione ce l’ho solo io.

Al più presto prenderò appuntamento con il Premier a Palazzo Grazioli per proporgli l’accorpamento del Ministero dell’Istruzione con quello (non ancora assegnato) dello Sviluppo Economico.

Una scelta che risolve un rebus che si trascina ormai da mesi e che dà l’occasione al Cavaliere di sbarazzarzi della Gelmini, rea d’aver sollevato proteste per le sue poco popolari riforme.

Il nuovo ufficio, che prenderà il nome di Ministero della Pubblica Prostituzione, dovrà ridurre il divario tra la politica e la gente comune, consentendo dunque anche a questi ultimi di andare a puttane.

Un pensiero che non fa una grinza, soprattutto alla luce degli ultimi trascorsi di trans, escort e ragazzine che bazzicano negli ambienti dei maggiori partiti italiani, nessuno escluso.

Io mi proporrò a capo di questo dicastero, promuovendo i più alti traguardi di libertà per coloro che volessero scegliere di prostituirsi o di frequentare prostitute. Ecco i punti salienti:

1) Abrogazione della legge Merlin;

2) Possibilità di apertura Case Chiuse previa autorizzazione Governo;

3) Tassazione Straordinaria dei Bordelli;

4) Esercizio della prostituzione solo alle iscritte all’albo professionale delle zoccole;

5) Creazione dell’Università degli Studi della Zoccola.

Eventuali migliorìe verranno apportate ascoltando i colleghi politici che, indubbiamente, hanno più esperienza nel campo rispetto a quanta non ne abbia io. Attendo suggerimenti anche dai miei nobili lettori!

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